Massimo Miro, Sara Leonardi
"Independent Book Tour"
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Forte dei consensi ricevuti nelle sue prime due edizioni, l\u2019Independent Book Tour \xe8 pronto a ripartire per una terza edizione ricca di appuntamenti. Prende il via sabato 23 settembre a Verbania, per concludersi il 25 novembre a Cuneo, il viaggio negli ottocapoluoghi del Piemonte, volto a raccontare la ricchezza dell\u2019editoria indipendente della Regione, eccellenza a livello nazionale. L\u2019iniziativa \xe8 ideata dal team di Hangar del Libro (progetto di Regione Piemonte) e dal Salone Internazionale del Libro di Torino, in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori.
Il tour parte sabato 23 settembre a Verbania, alla Biblioteca civica Pietro Ceretti (in collaborazione con LetterAltura), alle ore 17.30 con Argonauta edizioni, che presenta Mi fido di Luisio Luciano Badolisani, Scritturapura, che illustra La faglia di Massimo Miro e Las Vegas edizioni, che porta il libro Festival Maracan\xe3 di Vito Ferro. Le lettrici booklovers saranno: Cristina Forni, Lara Centamori, Sara Leonardi.
Qui, la recensione di Sara Leonardi, pubblicata su www.exlibris.it
Klaus e Gala, due vite che si incontrano, si perdono si cercano tra le strade di una Berlino ancora divisa dal muro. Una citt\xe0 dove il sospetto e la sensazione di essere sorvegliati dalla Volkspolizei permea le vite delle persone, sempre all\u2019erta su come comportarsi, cosa dire e cosa fare, talvolta sfiorando la paranoia. Le vicende, narrate dal fotografo Klaus, si svolgono un arco temporale che va dagli Anni \u201870 allo storico novembre del 1989.Klaus e Gala rinunciano a vivere i propri sentimenti nelle loro vite \u201cufficiali\u201d, ma cercano comunque un modo per ritrovarsi\u2026 fosse anche in un universo parallelo. Ed ecco che i due si avventurano in un \u201cprotocollo sperimentale\u201d, ispirati dalle lettere d\u2019amore che il professor Albert Einstein, fuggito dalla Germania in guerra decenni prima, scriveva alla sua giovane allieva Olga, la nonna di Gala. Riusciranno i due a realizzare il loro struggente desiderio?Anni dopo, quando un enigmatico cliente si presenta con cadenza settimanale nello studio di Klaus per fargli sviluppare le singolari fotografie scattate dalla moglie, le immagini che prendono vita nella camera oscura sembrano messaggi personali indirizzati al giovane fotografo. Frammenti di passato si materializzano tra le sue mani e spingono Klaus ad uscire dalla sua comfort zone e riprendere la ricerca della sua Gala, che sembra essere scomparsa nel nulla a seguito dei misteriosi esperimenti eseguiti.Massimo Miro con una scrittura scorrevole ed intelligente avvolge e coinvolge il lettore, che fino all\u2019ultima pagina resta incollato ad una trama intrigante e suggestiva, con un colpo di scena davvero sorprendente che tinge di giallo il finale. I personaggi, ben costruiti, si muovono in un contesto storico-culturale raccontato con grande accuratezza e completezza. Gli esperimenti per il controllo del Tempo poi, strizzano l\u2019occhio alla fisica quantistica ed aggiungono anche un elemento surreale. Suite Berlinese di Scritturapura Edizioni \xe8 un romanzo carico di suspence che sicuramente non delude chi lo sceglie.
Massimo Miro
"Suite Berlinese"
scritturapura
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Berlino Est, anni '80. Un uomo scruta dall\u2019altra parte della strada la Lada della Volkpolizei appostata sul marciapiede davanti al suo laboratorio fotografico. Immagina che gli agenti abbiano gi\xe0 fatto irruzione in casa, due stanze modeste proprio l\xec, al primo piano. E sa bene perch\xe9. In quegli istanti rivede tutta la sua vita: il trasferimento all\u2019Ovest con la madre quando era ancora un bambino, il liceo, la brillante carriera da fotografo, l'amore per Gala, quel maledetto esperimento, fino alla decisione di tornare all\u2019Est. Poi quel cliente misterioso che qualche settimana prima si era presentato con un rullino da sviluppare. Solo sette scatti, identici: una panchina in un parco di betulle. Tutto \xe8 collegato. Un romanzo adrenalinico e underground nella Berlino divisa dal Muro in cui balena a tratti la Berlino degli anni '30 con un Albert Einstein che comincia a misurarsi col Tempo.
Massimo Miro
"La faglia"
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www.scritturapura.itQuel mattino del 1982 Torino aveva la bellezza del cielo d\u2019Irlanda,d\u2019Australia, d\u2019Africa. La sera prima l\u2019Italia aveva strappato un misero pareggio con il Camerun, e lo specchietto retrovisore del mio A112 Elegant rifletteva i colori di Capo Verde, Colombo, Citt\xe0 del Messico, Reykjavik, L\u2019Avana.I colori di tutti i posti che lasci con il cuore in subbuglio, non perch\xe9 lo vuoi ma perch\xe9 se vuoi cambiare vita non hai scelta.E io non avevo scelta. Solo una settimana prima ero tornato dalla naja, un anno intero di guardie a polveriere ed esercitazioni pensando a quel momento, a quando me ne sarei andato da Torino. Quella citt\xe0 nella quale il mio destino sarebbe stato segnato, come per tanti miei amici.Imboccai l\u2019autostrada lasciandomi alle spalle il grande corso, con lo sguardo fisso alla spia della riserva. Da l\xec a qualche chilometro si sarebbe accesa e avrei dovuto inventarmi qualcosa per riuscire a fare broda senza pagarla, tipo distrarre il benzinaio e sgommare via. Torino, maggio 1978. Il grigio non \xe8 solo il colore dei muri di periferia. Cinque ragazzi, cresciuti tra piccoli furti e scontri tra bande sulle strade che dividono i casermoni di cemento del loro quartiere, decidono di passare alla Storia: porteranno via Aldo Moro dal covo in cui le Brigate Rosse lo tengono prigioniero. Torino, luglio 2006. Gomez ne ha fatta di strada: \xe8 ingegnere, ha una moglie, una figlia e una villetta in Brianza. Eppure la sera della finale dei Mondiali, quando l'Italia sta per scendere in campo contro la Francia, anzich\xe9 seduto sul divano davanti alla tv con una birra in mano, \xe8 di nuovo in Borgo Stura.Una storia dal ritmo serratissimo, una parabola vorticosa di giovani vite incompiute, in lotta disperata per la salvezza. Prefazione di Davide Ferrario Il giubbotto mi stringe sulle spalle e sulla schiena. Mi sembra l\u2019abbraccio affettuoso di Borgo Stura che in qualche modo mi dice buona fortuna.Riapro gli occhi.
IL POSTO DELLE PAROLE
ascoltare fa pensare
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